Opera Magazine

09/01/2026
Il restauro dei mosaici della volta del Battistero di Firenze
Un imponente e innovativo cantiere di restauro per dare nuova vita a 10 milioni di tessere musive
Avviato ormai da tre anni, il grande cantiere che rende possibile il restauro dei magnifici mosaici duecenteschi policromi su fondo oro della cupola del Battistero di San Giovanni a Firenze è oggi pienamente operativo. L’intervento, che si sviluppa su un arco temporale complessivo di sei anni, rappresenta il primo restauro organico della volta musiva dopo oltre un secolo, dall’ultimo grande intervento condotto tra il 1898 e il 1907.
Gli oltre 1.000 metri quadrati di mosaici – realizzati con circa 10 milioni di tessere policrome, di dimensioni variabili tra 5 e 20 millimetri per lato – sono attualmente oggetto di un complesso lavoro volto a recuperare la stabilità strutturale delle superfici, migliorare l’adesione dei mosaici alla volta, arrestare i fenomeni di degrado e restituire piena leggibilità allo splendore del fondo oro e ai vividi colori delle tessere vitree.
Per la prima volta nella storia recente, il pubblico ha potuto e può tuttora osservare da vicino i mosaici della cupola, realizzati su disegni preparatori attribuiti ad artisti come Cimabue e Coppo di Marcovaldo. Attorno alla grandiosa scena del Giudizio finale, le superfici musive narrano su quattro registri le Storie della Genesi, di Giuseppe ebreo, di Cristo e di San Giovanni Battista. Un’esperienza straordinaria e irripetibile, resa possibile esclusivamente durante gli anni del restauro, grazie a un programma di visite speciali avviato nel 2023 e tuttora in corso.
Il cantiere e l’intervento di restauro sono commissionati e finanziati dall’Opera di Santa Maria del Fiore, in accordo con l’Arcidiocesi di Firenze, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Firenze e le province di Prato e Pistoia. Il cantiere è un progetto dell’Opera di Santa Maria del Fiore realizzato con Tecno System Appalti e Layher S.p.A., mentre l’intervento conservativo è affidato al Centro di Conservazione Archeologica, che vanta tra i suoi principali restauri quelli dei celebri mosaici del Monastero di Santa Caterina sul Monte Sinai. A partire dal 2014 l’Opera ha già condotto il restauro delle superfici esterne del Battistero e delle parti interne decorate a mosaico, investendo complessivamente 4 milioni e 600 mila euro; un impegno economico analogo è destinato al restauro della cupola, per un investimento complessivo che raggiunge i 10 milioni di euro.
Per consentire il restauro della volta musiva è stato progettato e realizzato un cantiere tecnologicamente innovativo, capace di rendere accessibile l’intera superficie della cupola – oltre 1.000 metri quadrati – riducendo al minimo l’impatto visivo e strutturale a terra. Questa soluzione consente ai visitatori di continuare ad ammirare le pareti e la scarsella, riccamente decorate con marmi e mosaici, il cui restauro si è concluso nel 2022. Il ponteggio, a forma di fungo, si sviluppa fino a un’altezza di 31,50 metri, con un diametro di 25,50 metri e una superficie calpestabile di 618 metri quadrati nella parte superiore, a fronte di un ingombro a terra di soli 63 metri quadrati. Realizzato con 8.150 elementi, il sistema utilizza travi in alluminio di ultima generazione (Layher Flex) che, attraversando le aperture quadrangolari del piano attico del Battistero, consentono una distribuzione uniforme dei carichi sulla struttura monumentale.
Il restauro della cupola mosaicata, che per oltre un secolo non era stato possibile esaminare e studiare così da vicino, si fonda sull’esperienza maturata nei precedenti interventi sulle pareti interne del Battistero e sulle informazioni raccolte sui restauri storici, in particolare quello eseguito dall’Opificio delle Pietre Dure tra il 1898 e il 1907. Le indagini e le verifiche condotte in questi anni hanno confermato una situazione complessa: circa 344 metri quadrati di mosaico antico allettato su malta originale, in parte interessato da fenomeni di distacco; 567 metri quadrati di superfici staccate e riallettate su malta cementizia durante il restauro di fine Ottocento; 128 metri quadrati di superfici ricostruite, dopo le cadute ottocentesche, prima come intonaco decorato (1820-1823) e poi nuovamente a mosaico.
Le campagne di indagini diagnostiche, avviate nelle prime fasi del cantiere e tuttora in corso, hanno permesso di analizzare lo stato di conservazione delle tessere, la composizione dei materiali e il loro grado di coesione. I dati raccolti – grafici, fotografici e scientifici – consentono di definire con sempre maggiore precisione le metodologie di intervento più idonee per ciascuna problematica, individuando materiali compatibili e soluzioni tecniche innovative per il prosieguo del restauro.
Dominati dalla monumentale figura del Cristo giudice, i mosaici della cupola del Battistero furono una potente fonte di ispirazione per la rappresentazione dell’Inferno nella Divina Commedia di Dante. I lavori ebbero inizio intorno al 1225, come ricorda l’iscrizione nella scarsella, probabilmente con il contributo di maestranze provenienti da fuori Firenze e di fornaci già attive altrove. Nel corso del secolo, tuttavia, gli artisti fiorentini conquistarono una piena autonomia espressiva e tecnica, fino a completare, alla fine del Duecento, la scintillante veste musiva della cupola. Più generazioni di artisti si avvicendarono sui ponteggi, dando vita a una straordinaria antologia dell’arte pittorica e musiva medievale, che comprende anche la volta della scarsella, realizzata mentre erano ancora in corso i lavori sulla cupola. Una volta conclusa questa colossale impresa, la decorazione musiva fu estesa anche alle pareti, inizialmente non previste dal progetto originario.
DICHIARAZIONI
“L’Opera di Santa Maria del Fiore - spiega il presidente Luca Bagnoli - nasce per costruire il Duomo di Firenze e amministrare i beni dedicati al suo mantenimento. La successiva evoluzione, cristallizzata nelle norme concordatarie, a ben vedere assegna due finalità: una esplicita, primaria, trattandosi di chiese, quella di mantenere gli edifici al servizio del culto; una implicita, quella di mantenerli quali beni culturali di interesse per la collettività intera, quale patrimonio culturale dell’umanità. Il restauro dei mosaici della cupola del Battistero risponde appieno a queste finalità e rappresenta la continuazione di un impegno iniziato nel 2014 e il quale terminerà nel 2028”.
"Da secoli l'Opera di Santa Maria del Fiore ha la cura del Battistero e della Cattedrale che sono i luoghi l'uno della sorgente della vita cristiana, il battesimo, e l'altro il culmine della vita cristiana l'Eucarestia, - afferma il cardinale Giuseppe Betori - Tutto questo i nostri padri lo hanno voluto nel segno della bellezza, perché attraverso di essa fosse espressa anche la Verità del mistero che qui si celebra e cioè il fatto che qui Dio incontra l'uomo. Per questo nel Battistero da una parte c'è il mistero insondabile di Dio rappresentato in qualche modo dalle forme geometriche nei marmi, massimo dell'astrazione, della trascendenza, e dall'altra il fatto che la nostra religione è una religione incarnata fatta di corpi, quello di Cristo, quello degli uomini che hanno creduto in lui, volti, figure che ritroviamo rappresentate nei mosaici del ballatoio e che trionfano in quelli della cupola. Il Battistero è un edificio che dice lo specifico cristiano, per questo il prendersene cura non riguarda solo l'estetica, qui il bello conduce al Vero, il restauro dei mosaici è dunque un'opera valida per la fede e non solo per la storia dell'arte".
I PRECEDENTI INTERVENTI DI MANUTENZIONE E RESTAURO IN SINTESI
Dalle ricerche di archivio, che hanno proceduto il progetto di restauro, sono emerse notizie che documentano interventi di manutenzione a partire fin dal 1300, resi necessari a causa d’infiltrazioni d’acqua provenienti dalla copertura che avevano danneggiato i mosaici. Sappiamo che per il primo intervento fu incaricato l’artista Agnolo Gaddi e successivamente, a partire dal 1483, l’Opera assegna una rendita annuale di trenta fiorini al pittore Alessio Baldovinetti per verificare la stabilità dei mosaici ed intervenire puntualmente dove necessario. Nel corso dei successivi secoli saranno eseguiti ulteriori interventi di manutenzione, tra i quali, il più importante sarà quello del 1781 - 1782 a opera del pittore fiorentino Giovanni Orlandini e di Giuseppe Sorbolini che però non risultò utile perché nel già giugno del 1819 si era staccata una vasta sezione di mosaici e intonaco dipinto. Fu deciso così di intervenire di nuovo, dipingendo le zone dove i mosaici erano caduti, invece di rifarle a mosaico, e per questo fu incaricato il pittore Luigi Ademollo, che vi lavorò dal 1820 al 1823. L’Ademollo utilizzò anche delle larghe piastre di ferro per fissare i mosaici, soluzione che risultò del tutto inefficace tanto che a fine Ottocento quando l’Opera incarica l’Opificio delle Pietre Dure, allora diretto dal soprintendente Edoardo Marchionni, era imminente la caduta di larghe zone di mosaico. Grazie alla relazione finale dell’Opificio sappiamo che fu restaurata la volta musiva per 1032 mq. Di questi, i 128 mq caduti e dipinti a intonaco da Luigi Ademollo furono rifatti a mosaico grazie ai cartoni del pittore Arturo Viligiardi, utilizzando le antiche tessere cadute e delle nuove ordinate a Murano. Pochi degli altri 911 mq erano aderenti alla volta e l’Opificio decise di distaccare 567 mq e riallettarli con una malta contenente una porzione di cemento a presa lenta.
MOSAICI DELLA CUPOLA DEL BATTISTERO
- Oltre 1.000 mq di mosaici a fondo oro
- 10 milioni di tessere policrome
- Grandezza delle tessere che varia da 5 a 20 mm per lato
IL CANTIERE DI RESTAURO
- Altezza del ponteggio 31,5 m
- Diametro del ponteggio 25,50 m
- Superficie calpestabile nella parte alta 618 mq
- Superficie occupata a terra 63 mq
- Quantità di elementi utilizzati 8.150
- Giorni di lavoro per costruire il ponteggio 40
- 500 mq di telo microforato serigrafato
- Scala al pubblico con sbarco fino 17,5 m
- Scala da cantiere con sbarco fino a 29,5 m
TAPPE DEL RESTAURO DEL BATTISTERO DI FIRENZE
2014 - 2015: restauro delle facciate esterne e del manto di copertura.
Finanziati dall’Opera di Santa Maria del Fiore con 2 milioni di euro
2017 - 2022: restauro delle otto pareti interne compresa la scarsella.
Finanziati dall’Opera di Santa Maria del Fiore con 2 milioni e 600 mila euro
2022: progettazione e realizzazione del cantiere di restauro e indagini d’archivio.
2023 - 2028: restauro dei mosaici della cupola del Battistero.