Opera Magazine

07/01/2026
Un nobile vicino di casa: il falco pellegrino e la cattedrale di Firenze
Da oltre trent'anni una coppia di falchi pellegrini abita la Cupola del Brunelleschi, proteggendo i marmi del Duomo di Firenze attraverso un naturale controllo biologico
Alzando lo sguardo verso la Cupola del Brunelleschi, potreste scorgere il volo fulmineo del predatore più veloce del pianeta: da più di trent’anni una coppia di falchi pellegrini ha scelto la Cattedrale di Firenze come propria dimora.
Per un falco, la Cupola e il Campanile, come altri luoghi della Cattedrale non sono solo capolavori architettonici, ma l’equivalente ecologico di pareti rocciose naturali; le altezze vertiginose offrono sicurezza e una vista privilegiata per la caccia, e i pertugi inaccessibili delle buche pontaie sono perfetti per la nidificazione.
Questo straordinario rapace è un vero prodigio della natura, capace di superare i 320 km/h in picchiata grazie a una vista acuta come un binocolo e a un’agilità impareggiabile. Il ciclo della loro presenza segue il ritmo delle stagioni: il corteggiamento inizia a febbraio con spettacolari parate nuziali nel cielo di Firenze, seguito dalla deposizione delle uova a marzo. I giovani falchi spiccano il primo volo tra maggio e giugno, ma la coppia resta legata a questo territorio per gran parte dell'anno, cacciando tra i tetti della città.
La loro presenza tra i marmi del Duomo rappresenta una forma di collaborazione con l'Opera di Santa Maria del Fiore: nutrendosi esclusivamente di altri uccelli catturati in volo, il falco svolge un'azione naturale di controllo biologico, tenendo lontani i piccioni e tutelando così i monumenti dal degrado causato dal guano. Il ritorno del pellegrino, che negli anni Sessanta del secolo scorso rischiò l'estinzione a causa dei pesticidi, è oggi un simbolo di rinascita ambientale.
Mentre camminate sotto questa meraviglia dell'ingegno umano, ricordate di guardare verso il cielo: tra le nuvole e le pietre vive un guardiano silenzioso che contribuisce a proteggere la bellezza eterna di Firenze.
Guida alla Convivenza
Fotografia e Avvistamenti
- Perché evitare il flash: I falchi hanno una vista straordinaria, molto più sensibile della nostra. Un flash improvviso a distanza ravvicinata può abbagliarli, facendogli perdere l'orientamento o lo slancio proprio mentre sono in bilico sui cornicioni.
- Goditi il volo: Se un falco vola vicino a te, resta fermo. Movimenti troppo bruschi delle braccia potrebbero essere interpretati come una minaccia per il nido, spingendo l'adulto ad allontanarsi e lasciare i piccoli incustoditi.
I "Primi Passi" (Periodo Aprile-Giugno)
- Durante la primavera, i giovani falchi iniziano a esplorare la Cattedrale, la Cupola e il Campanile Non sono ancora esperti piloti e possono sembrare in difficoltà.
- Perché non toccarli: Se trovi un giovane falco (riconoscibile dal piumino bianco o dalle piume marroni) posato su un gradino, sappi che non è abbandonato. I genitori lo sorvegliano dall'alto. Toccarlo o prenderlo in braccio gli causerebbe uno stress inutile che potrebbe compromettere il suo primo volo.
- Cosa fare davvero: se il piccolo si trova in un punto di passaggio dove rischia di essere urtato dai turisti, avvisa semplicemente il personale dell'Opera. Loro sanno come spostarlo in sicurezza in una zona più riparata.
Silenzio e Rispetto
- Perché abbassare la voce: il riverbero tra le pietre della Cattedrale amplifica i suoni. Rumori forti o grida possono spaventare la madre durante la cova (marzo-aprile). Se la madre si alza improvvisamente per lo spavento, le uova rischiano di raffreddarsi troppo velocemente.
- Niente cibo: I falchi sono predatori puri; mangiano solo ciò che cacciano in volo. Offrire loro cibo non solo non serve, ma attira altri uccelli (come i gabbiani) che sono i principali nemici dei loro piccoli.