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Sala del coro bandinelliano

Primo Piano

Questa Sala conserva elementi della nuova recinzione marmorea del presbiterio o ‘coro’ del Duomo commissionata da Cosimo I de’ Medici a Baccio Bandinelli nel 1547 e ultimata nel 1572: il primo di una serie di interventi intesi ad ammodernare Santa Maria del Fiore secondo il coevo gusto manieristico. Un modello in scala 1:25 suggerisce l’originale ricchezza della struttura bandinelliana, semplificata nell’Ottocento, e la pianta della sala ricorda il riuso da parte del Bandinelli della forma d’ottagono che già Filippo Brunelleschi aveva dato al coro nel 1436.

Gli ottantasei rilievi che Bandinelli e i suoi collaboratori realizzarono per il coro, ventiquattro dei quali sono esposti qui, rappresentano personaggi maschili vestiti all’antica o nudi. D’identità incerta, questi – come le figure dipinte da Michelangelo quarant’anni prima sulla volta della Sistina - probabilmente rappresentano patriarchi e profeti d’Israele insieme a eroi greco-romani. Il senso delle sculture del coro fu completato dall’affresco eseguito nell’intradosso della Cupola tra il 1572 e il 1579: il gigantesco Giudizio universale del Vasari e di Federico Zuccari di cui alcuni particolari vengono proiettati sopra il modello. L’autore del coro, Baccio Bandinelli, morì nel 1560 senza vedere ultimata questa sua opera maggiore; l’autoritratto da lui inserito nell’altare a mo’ di firma è esposto qui.

In teche sopra i rilievi, poi, vesti liturgiche dei secoli XVI, XVII e XVIII ricordano che i fedeli presenti per la Messa in Duomo vedono, oltre i personaggi scolpiti sul parapetto del coro, il clero magnificamente parato. Nella liturgia infatti tutte le arti interagiscono: architettura, scultura, pittura, l’arte tessile e quella orafa, con la poesia, la musica, il canto e la coreografia rituale.

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Opere

Sala del coro bandinelliano