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L'Archivio dell'Opera

L'Archivio storico dell’Opera di Santa Maria del Fiore raccoglie la documentazione relativa all'attività dell'ente fondato intorno al 1296 dal Comune di Firenze per sovrintendere alla costruzione e alla manutenzione della nuova Cattedrale.

Perdute le scritture dei primi decenni - di cui tuttavia si hanno testimonianze indirette -, l’archivio prende le mosse dalla metà del XIV secolo con il libro di ricordi di Filippo Marsili provveditore dell'Opera e prosegue ininterrottamente fino ai tempi nostri, distribuendosi in varie serie: normativa, deliberazioni, carteggio e atti, contabilità, inventari ecc.

Comprende anche manoscritti non direttamente prodotti dall'Opera, ma acquisiti in epoche successive. Prestigiosi, tra questi, due registri risalenti al XIII secolo, che costituiscono i più antichi esemplari posseduti dall’archivio: un libro rituale intitolato "Mores et consuetudines canonice florentine" (una raccolta di prescrizioni per il clero della vecchia cattedrale di Santa Reparata, riguardanti le celebrazioni da tenersi all'interno e all'esterno della chiesa) e il cosiddetto "Necrologio di Santa Reparata", un registro in pergamena organizzato come un calendario romano, nel quale sono annotati i nomi e le date di morte di coloro che furono sepolti fino al 1320 nel cimitero intorno alla Cattedrale.

L’archivio storico è dotato di un inventario-sommario compilato nel 1958 dall’allora archivista Enzo Settesoldi.

Archivio delle fedi di battesimo di San Giovanni

La documentazione più frequentata dagli utenti del nostro archivio si trova nell'Archivio delle fedi di battesimo di San Giovanni, dove si conservano i celebri registri dei battezzati, in cui si trasmette la memoria di quanti, dal 1450 in avanti, ricevettero il primo sacramento nel Battistero fiorentino. È infatti solo dai tempi recenti dell'arcivescovo Elia Dalla Costa (sinodi del 1935 e 1945) che le chiese parrocchiali della diocesi sono dotate di un proprio fonte battesimale: fino ad allora i Fiorentini erano sempre battezzati sotto il mosaico di San Giovanni. I registri offrono perciò una documentazione anagrafica di primaria importanza e di eccezionale continuità per la storia della città, tanto da avere alimentato una tradizione di studi demografici che risale al 1775, quando furono pubblicate le Ricerche sull'antica e moderna popolazione della città di Firenze di Marco Lastri.

L’archivio, articolato in diverse serie, tra cui gli indici per cognome per gli anni 1650-1814, pervenne all'Opera del Duomo nel 1777 per effetto della sua fusione con l'Opera di San Giovanni, che fino ad allora aveva amministrato il Battistero.

Le serie dei registri e degli indici per cognome sono ora integralmente consultabili online su questo stesso sito.

L'Archivio musicale

L'Archivio musicale costituisce una delle più rinomate collezioni di musica sacra. Vi si conservano i libri liturgici e musicali, che nel corso di sei secoli (dal '300 a oggi) sono stati utilizzati per la Messa e il servizio divino in Duomo e in Battistero. Universalmente noti sono i codici corali che, oltre a tramandare un ricco repertorio di canti gregoriani, contengono al loro interno una vera e propria galleria d'arte, grazie alle innumerevoli e straordinarie miniature disseminate tra i loro grandi fogli in pergamena. Purtroppo, l'alluvione del 1966 ha gravemente danneggiato questi manoscritti, all’epoca esposti in una sala del Museo. Grazie al lavoro dei restauratori, giunto a compimento nel 1999, è stato possibile ricostruire e depurare dal fango le pagine dei singoli codici, anche se non sarà più possibile ammirare nel loro pieno splendore una parte consistente delle miniature istoriate dal Maestro Daddesco, Monte di Giovanni, frate Eustachio, Attavante degli Attavanti e molti altri maestri miniatori del tempo.

Malgrado ciò, i codici corali mantengono intatto il loro valore storico, liturgico-musicale e iconografico, che ora è facilmente accessibile grazie alla risorsa di consultazione online.

Non meno importanti sono le altre serie dell'archivio musicale, uscite indenni dall’alluvione: tra queste si segnala un'importante raccolta di madrigali, vesperali e processionali, tra i quali spicca un quattrocentesco Processionale per la Settimana Santa, ben noto agli studiosi.

Un posto di assoluto rilievo spetta infine ai volumi di polifonia, che raccolgono un ricchissimo repertorio di musica sacra (messe, mottetti, antifone, inni ecc.), realizzata per la cappella del Duomo tra XVI e XVIII secolo da compositori quali Pier Luigi da Palestrina, Francesco Corteccia, Marco da Gagliano, Tommaso Lodovico da Victoria e i vari maestri di cappella che si sono succeduti nel corso dei secoli.