Elementi estensivi della cornice dell'Altare d'argento, Artista dell’ambito di Giuliano da Sangallo (?) - Ultimo quarto del XV secolo

Elementi estensivi della cornice dell'Altare d'argento, Artista dell’ambito di Giuliano da Sangallo (?) - Ultimo quarto del XV secolo
Autore
Giuliano da Maiano
Data
1475-1499
Tecnica

Intaglio, doratura

Rilievi dell’Altare d’argento, raffiguranti le storie di san Giovanni Battista, realizzati in argento e smalti traslucidi, da vari orafi e artisti toscani, tra cui Bernardo Cennini, Antonio del Pollaiolo ed Andrea del Verrocchio, tra il 1367 ed il 1483. Il ciclo di immagini dell’altare è incentrato sulla figura di san Giovanni Battista, considerato l’ultimo profeta dell’Antico Testamento e il primo testimone di Cristo. In alto sono posti sibille e profeti, ovvero coloro che, vissuti prima di Cristo, ne annunciarono la venuta. I dodici rilievi sottostanti illustrano la vita di san Giovanni. La narrazione inizia dal fianco sinistro dell’altare, in cui sono raffigurati episodi dell’infanzia del santo. Le immagini mettono in risalto l’origine divina del concepimento e della nascita di san Giovanni, esemplificata dall’immagine del padre, il sacerdote ebraico Zaccaria, incredulo dinanzi all’annuncio dell’angelo circa la nascita del figlio. Sulla faccia anteriore dell’altare le scene raffigurano san Giovanni che intraprende la sua missione di profeta, culminante nell’episodio in cui egli battezza Cristo nelle acque del fiume Giordano. L’evento è raffigurato seguendo la narrazione evangelica; in tale occasione per la prima volta si manifestò Cristo nella propria natura divina , quando lo Spirito Santo discese su di lui sotto forma di colomba e la voce di Dio, dal cielo, lo proclamò “figlio diletto”. Sul fianco destro dell’altare, i rilievi illustrano il martirio del santo, che aveva denunciato la relazione illecita tra il re di Giudea Erode Antipa ed Erodiade, moglie di suo fratello. San Giovanni è raffigurato nel momento in cui il carnefice sta per decapitarlo. Nella scena successiva il capo decollato del santo viene portata ad Erode; davanti a lui danza Salomè, la quale, istigata dalla madre Erodiade, aveva chiesto la testa di san Giovanni Battista al re, suadendolo, appunto, con la danza.

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